FILM DA BUTTARE: Wolverine: L’immortale

Film da buttare

In un fine Agosto sempre poco denso di emozioni, con le vacanze passate e le incombenze autunnali alle porte, io ed il mio buon amico Lembo ci siamo apprestati a perder tempo dentro al multisala Sisto, desiderosi di un po’ di botte in pieno stile Wolverine.

In realtà insieme a noi c’erano anche Andrea ed Annalisa, vittime di un terribile misunderstanding.
Infatti arrivati alla cassa…

-Quattro per Wolverine-
-Quattro per Kick-Ass 2-

Cassiera sbigottita, ci lascia da soli per toglierci dall’imbarazzo.

-Ma come voi non volevate vedere Wolverine?-
-E voi non volevate vedere Kick-Ass?-
-No ma io pensavo…-
-E’ che tu hai detto…-
-Va be quindi…-
-Insomma, allora noi, be si…-

Eccetera eccetera. Per farla breve la morale è stata che da quattro siamo diventati due, pronti e baldanzosi per la visione di quello che, fortuna ha voluto, si è rivelato l’ennesimo FILM DA BUTTARE.

Wolverine: L’immortale (titolo originale The Wolverine), è un action movie, spin-off della serie degli X-Men, il secondo riguardante l’uomo d’adamantio. Se il primo film si rivelò per il sottoscritto una piacevole sorpresa, questo seguito (ambientato in linea temporale dopo gli avvenimenti del terzo film della serie X-Men) è a dir poco aberrante. Hugh Jackman si salva, oramai è talmente compenetrato nella parte che probabilmente crederà davvero di essere il supereroe dei film che interpreta. Per il resto la pellicola andrebbe bene per essere usata come sostitutivo di lusso dei fiammiferi e nulla più. Ringrazio il cielo per essere scampato al 3D, il quale mi avrebbe provocato, oltre ai conati di vomito standard, anche l’emicrania.

Trama (ve la spoilero, frega niente a me)
Inizia tutto con un flash-back, durante il quale il protagonista, prigioniero a Nagasaki, salva la vita ad un jappo proprio mentre gli americani sganciano il bombolone atomico. Il nipponico amico rimane stupito dalla singolare abilità del tipo nel sopravvivere ad alte concentrazioni termiche e radioattive.
Anni dopo Wolverine è dilaniato dai sensi di colpa per aver ucciso ad unghiate la sua oramai ex-fidanzata, passata durante X-Men 3 al lato oscuro della forza. Il nostro agogna una vita tranquilla ed una morte violenta, pertanto si rifugia in una regione non specificata dell’America del nord, dove si fa crescere la barba, non si lava, beve e si rattrista (perchè poi beve? Il suo fattore di guarigione lo dovrebbe prevenire da qualsiasi intossicazione, anche di tipo alcolico: per lui il whiskey è acqua!).
Wolverine (caso più unico che raro in cui i beceri editori italiani non abbiano tradotto alla lettera un nome: Ghiottone non fa lo stesso effetto) viene contattato però dal redivivo soldato salvato durante la seconda guerra mondiale. Dopo un viaggio in Giappone in compagnia di una delle ragazze più brutte che io abbia mai visto, si ritrova davanti l’ormai decrepito jap, capo di una multinazionale potentissima, che gli offre come dono la Morte. Pare infatti che il potere di Wolv possa essere trasferito da un corpo ad un altro. Stranamente però l’eroe rifiuta e, nottetempo, il decrepito muore. Non prima però che la sua cattivissima oncologa (che si rivelerà essere la mutante Viper) abbia intossicato Wolverine, bloccandogli il fattore rigenerazione.
Da questo momento in poi il film scende verso un abisso di idiozia da cui non farà più ritorno. Wolverine prende a cuore la nipote bellissima del vecchio amico, vessata ovviamente dal padre, a causa delle ultime volontà del defunto, le quali vedono la nipotina come erede dell’immensa fortuna. La bella (ma inespressiva) ragazza, è ovviamente presa di mira dal padre, che vuole per se le industrie dell’anziano genitore, dalla seducente e cattivissima Viper e dalla yakuza. Durante il funerale del compianto nonno la ragazza viene aggredita un po’ da tutti, ma Wolv riuscirà a salvarla, fuggire con lei, innamorarsi e fare quello che va fatto. In tutto ciò l’assenza del fattore di rigenerazione si farà sentire, ma neanche troppo: invece che accusare in silenzio, il mitico Hugh inizierà a lamentarsi per i colpi incassati, ma nulla più. Ho contato 12 pallottole, di cui almeno 7 mortali, una decina di litri di sangue persi ed almeno 30 commozioni cerebrali. Ma a parte qualche urlo ferino, nulla di serio.
Scena madre rimane l’aggressione subita dalla coppia sul treno ad alta velocità giapponese. Il nostro eroe decide di ingaggiare battaglia sopra il tetto del proiettile con rotaie. E se capisco che lui, in quanto mutante, riesca nell’impresa, mi è parso strano che gli aggressori, che di particolare avevano solo un orrendo gusto nel vestire, non morissero tutti all’istante. Anche perchè quei treni fanno 300 km/h, si presume che questa sia la cifra del vento contrario che spira sul tetto. Grazie al fido Davide ho controllato quale dovrebbe essere l’effetto di un vento così forte:

Un uragano 5, catastrofico, tende a divellere alberi ed altre amenità…


La scena dura qualche minuto buono, e vale sicuramente il prezzo del biglietto per un film brutto.
Continuando la visione, saltando a piè pari 40 minuti di noia, arriviamo alle battute finali. Wolverine capisce che il suo fattore di guarigione è inibito da un piccolo insetto meccanico che si trova sopra il suo cuore. Decide perciò di aprirsi il petto con gli unghioni e ravanare lì in mezzo: qualcosa troverà. E’ evidente che la problematica del “non guarisci più”, non lo turba più di tanto. Rimesso a posto cuore, polmoni e qualche altro organo di poco conto, è finalmente pronto ad affrontare Viper. Lì però si troverà davanti ad un colpo di scena incredibilmente stupido, che mi rifiuto persino di rivelare: se siete curiosi andate a vedere il film, non vedo perchè debba sprecare soldi solo il sottoscritto.

Critica
E’ chiaro che il filone dei super-eroi, che iniziava ad essere stantio già con la sequela di Dare-Devil e compagnia cantando, sta iniziando a marcire. Qualitativamente diventa davvero difficile trovare delle pellicole che valga la pena vedere, e questo non certo a causa dei soggetti, che rimangono affascinanti, quanto per colpa degli sceneggiatori: persone becere e prive di abilità nello scrivere. Non dico che bisogna arrivare all’introspezione psicologica di Batman (tanto ci penserà Ben Affleck ad abbassare gli standard), ma almeno evitare alcune cretinate lampanti, come infilare la mano nel proprio petto accusando solo un leggero pizzicore. La cosa peggiore è che questo Wolverine ha anche incassato bene, e non è stato nemmeno massacrato dalla critica ufficiale. Sembra quasi che oramai basta chiedere alla Marvel di far uscire un film, che questo diventa una hit cinematografica. Io dico “abbasta!”. Il Foglio di Quadrazza si schiera contro i supereroi, ad esclusione di Batman, l’Uomo Formica, Fantozzi ed il padre di Kiappini.

Al prossimo Film da buttare!

3 pensieri su “FILM DA BUTTARE: Wolverine: L’immortale

  1. Per aggiungere non-sense al non-sense:

    Sono andato a vedere questo film al Lux in lingua originale. Audio inglese, sottotitolato italiano.
    Ora, nella pellicola “standard” italiana la metà del film in cui parlano in giapponese viene sottotitolata in italiano, e cosa fanno quindi nella versione inglese sottotitolata in italiano? Doppi sottotitoli? Assolutamente no, ci sono i sottotitoli in italiano.
    Ora, a me che mi fai leggere in italiano me ne frega poco, ma davanti a me c'era una coppia di inconfondibili americani (inconfondibili perché erano grassi, perché mangiavano schifezze, perché lei era nera e perché parlavano americano) che, non parlando una sola parola di italiano, erano andati al cinema a vedere l'unico film in lingua originale, e invece una battuta su due se la sono sorbita in giapponese con sottotitoli in italiano.
    Ripensandoci, magari per loro non è stato un male…

  2. Sicuramente non si sono persi grandi intrecci di narrazione. Però mi pare abbastanza nonsense, soprattutto perchè si suppone che i sottotitoli in italiano debbano solo aiutare alla comprensione dell'inglese, se no tanto valeva vederselo nella nostra lingua ed amen.
    Va be insomma al Lux Wolverine è ancora più da BUTTARE.

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